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Estetica andrologica

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Cos’è l’estetica andrologica: è una branca della medicina e della chirurgia estetica relativa al miglioramento del benessere e della salute psicofisica degli uomini.

L’aspetto, il colore, la lunghezza, la circonferenza, la presenza o meno di prepuzio e forma del pene variano moltissimo da uomo a uomo e possono dare luogo a molte preoccupazioni.

Ecco, allora, che il paziente ricorre alla chirurgia plastica-estetica andrologica per correggere una malformazione o un difetto per ottenere un risultato che risponda agli attuali canoni estetici “standard”.

Storia della disciplina

Dal 1980 circa, gli urologi, i chirurghi plastici e gli andrologi hanno adottato le tecniche proprie della chirurgia plastica per la correzione dei difetti, congeniti o insorti dopo la nascita, del pene, dello scroto e dei testicoli.

Perché ricorrere all’estetica andrologica

La chirurgia estetica andrologica è una chirurgia andrologica, plastica, ricostruttiva, riparativa ed estetica. Infatti, provvede a migliorare le caratteristiche morfologiche-funzionali del pene, lasciando nessuna o meno cicatrici possibili.

Anche un difetto minimo può scatenare nel paziente svariate problematiche psicologiche che portano a stati di depressione, impotenza, ansia da prestazione o rifiuto di rapporti sessuali.

Parliamo di dismorfopenofobia, per cui il paziente rifiuta la presunta patologia. Per risolvere questo problema è indispensabile una consulenza psicosessuologica e, in alcuni casi, un intervento di chirurgia estetica dell’organo genitale esterno.

Cosa corregge la chirurgia estetica andrologica

Le patologie a carico dei genitali esterni corrette con la chirurgia plastica-estetica sono le seguenti:

  • fimosi
  • frenulo breve
  • pene giudicato eccessivamente corto o piccolo (inferiore ai 9 cm nella fase di erezione)
  • pene deviato nel suo asse principale durante l’erezione
  • pene nascosto
  • induratio penis plastica con pene storto
  • eiaculazione precoce
  • inestetismi penieni (dopo amputazione per tumore)
  • cute scrotale in eccesso

A proposito di incurvamento penieno

L’incurvamento penieno è una deviazione anomala del pene che può acquisire una vera e propria curvatura patologica tale da rendere difficile o addirittura impossibile la penetrazione.
Può essere congenito, se presente sin dalla nascita, o acquisito, se l’insorgenza è successiva e legata a traumi o patologie concomitanti.
Per le forme congenite l’unico trattamento è la chirurgia mentre per le forme acquisite la fase precoce, che dura alcuni mesi, può beneficiare dell’uso di farmaci o terapia con onde d’urto focali per lo più al fine di ridurre il dolore e limitare l’incurvamento.
Quando queste terapie si dimostrano inefficaci si può intervenire chirurgicamente con diverse tipologie di intervento. Essenzialmente esistono due tipi di corporoplastiche di raddrizzamento: di accorciamento e di allungamento (con impianto di graft eterologo per le curvature più complesse).

Allungamento penieno

L’intervento prevede un’incisione cutanea sovrapubica a “V-Y” per ottenere il miglior allungamento cutaneo della sutura e l’incisione del ligamento sospensore del pene in maniera tale da ottenere l’allontanamento dei corpi cavernosi dalla sinfisi pubica.

La tecnica prevede l’introduzione di un “distanziatore pubo-cavernoso” di silicone, che viene confezionato al tavolo operatorio con dimensioni adeguate alla situazione anatomica del paziente.

Per alcuni pazienti selezionati che presentano un eccesso di grasso sovrapubico può essere eseguita contestualmente una lipectomia sovrapubica. La tecnica prevede un ampliamento dell’incisione con asportazione di una losanga di grasso sovrapubico.

Ricostruzione peniena

L’intervento prevede essenzialmente la ricostruzione di un neoglande nei casi in cui il pene ha subito un’amputazione chirurgica (generalmente per cause oncologiche).

In molti casi tale procedura prevede l’innesto di derma autologo prelevato in altre sedi corporee (maggiormente in corrispondenza della coscia) al fine di differenziare la cute dell’asta dalla cute del glande.

Plastica di riduzione della cute scrotale

La chirurgia scrotale ha in questi casi il fine di ridurre ogni eventuale inestetismo della cute scrotale. In particolare la plastica di riduzione della cute viene eseguita mediante un’incisione trasversale alla base scrotale ed ha lo scopo di asportare la cute in eccesso.

Riassumendo

La maggior parte dei pazienti ricorre alla chirurgia estetica urologica per ottenere un miglior aspetto visivo della zona pelvica, per migliorare la propria performance o per aumentare la propria autostima. Lo scopo è quello di rimediare a situazioni di disagio a livello genitale.

Dott. Vincenzo Maria Altieri
Dott. Vincenzo Altieri

Iscritto all’Albo Provinciale dei Medici Chirurghi di CAMPOBASSO n. 02547

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