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Prevenzione tumori prostata

prevenzione tumori prostata

Prevenzione tumori prostata: cosa significa fare prevenzione oncologica per quanto riguarda la prostata?

Prima di parlare dello screening alla prostata vediamo velocemente alcune informazioni utili su questa patologia e sull’oncologia urologica.

Chi colpisce principalmente il tumore alla prostata?

Il Tumore alla prostata colpisce essenzialmente gli anziani dai 60 anni in su. Prevenire il tumore alla prostata non è semplice. Vediamo innanzitutto quali sono i sintomi della patologia.

Sintomi del tumore alla prostata 

Generalmente è un tumore asintomatico, quindi i sintomi sono aspecifici. Quando si manifestano, riguardano per lo più una malattia avanzata. Quindi, ingombro rettale associato a difficoltà a evacuare le feci e anche disuria grave.

Altrimenti, le forme iniziali o a medio rischio della malattia sono prevalentemente asintomatiche. Per questo in ambito di prevenzione tumori alla prostata è necessario fare attività di screening precoce attraverso la corretta diagnosi.

Come si esegue la diagnosi?

Prevenzione tumori prostata e diagnosi. La diagnosi del tumore alla prostata viene fatta attraverso:

  • esame del PSA, che è un marcatore prostatico chiamato antigene prostato specifico 
  • esplorazione digito rettale, quindi la visita urologica
  • biopsia prostatica, che rimane il golden standard per la diagnosi istologica di tumore alla prostata 

Naturalmente oggi ci avvaliamo di tecnologie moderne quali la risonanza magnetica multiparametrica, che è uno degli esami che ci aiuta a dare indicazione per quanto riguarda poi l’esecuzione o meno della biopsia prostatica. 

Si può fare prevenzione tumori prostata?

La prevenzione tumori prostata è per lo più secondaria, perché non è mai stato dimostrato che cibi o altre sostanze possano indurre o aumentare la diffusione del tumore alla prostata, fatta eccezione per l’alcol e il fumo di sigaretta. 

Quindi la prevenzione sta più che altro nella precocità dell’esecuzione delle visite urologiche. Dunque l’esecuzione del PSA associato alla visita. 

Naturalmente il fattore ambientale ha una sua importanza. Per cui una vita sana, la cura del proprio corpo e alimentarsi bene sono tutti fattori che possono aiutare a proteggere dalla malattia tumorale della prostata. 

Abbiamo visto come prevenire il tumore alla prostata in termini di prevenzione secondaria. Vediamo ora i trattamenti.

Come si tratta il tumore alla prostata?

Esistono vari tipi di trattamento a seconda del grado di aggressività della malattia. 

Nei pazienti con malattia a basso rischio si osserva semplicemente in maniera attiva l’evoluzione del tumore e si esegue una terapia focale per bruciare esclusivamente in maniera mirata i noduli tumorali (la cosiddetta focal therapy). 

Si passa, poi, ai pazienti a medio e alto rischio. Questi possono e devono andare incontro a una terapia più aggressiva, che può essere la terapia radicale della prostata. Oggi viene eseguita attraverso l’utilizzo di un robot, che permette una magnificazione delle immagini e quindi un’accuratezza chirurgica molto minuziosa e molto importante. Consente, infatti, il risparmio delle strutture funzionali dell’uomo, dunque è utile nella preservazione per esempio della sessualità. A questo trattamento si può, poi, affiancare la radioterapia. Anche la radioterapia offre dei risultati oncologici oltre a quelli chirurgici. Guarda questo mio articolo per saperne di più sulla chirurgia robotica alla prostata.

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Dott. Vincenzo Maria Altieri

Il Dott. Vincenzo Maria Altieri, Urologo-Andrologo, svolge la sua attività in Lombardia, principalmente nella provincia di Bergamo.

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